La Mandragola

di Niccolò Macchiavelli

Con Enrico Faletti, Tony Iezzi, Luisa Iorio, Paola Malanetto, Franco Miele, Stefano Reginato.

Costumi: Maria Grazia Pezzetto

Regia di Mauro Stante

La commedia inizia a Parigi, dove Ligurio (giovane fiorentino) incontra Callimaco (anch’egli fiorentino, ma vissuto in Francia dopo la morte dei genitori). Ligurio gli parla di Firenze e delle sue belle donne. Callimaco, stimolato dai racconti su una certa Lucrezia Calfucci, decide di partire per l’Italia per conquistarla, ma lei è sposata con messer Nicia (un notaio ricco e ingenuo) e i due non riescono ad avere figli. Questo fatto spinge Ligurio a ideare un piano: consiglia Callimaco di fingersi medico in modo da guarire Lucrezia dalla sterilità con una pozione di Mandragola. L’inghippo è che la radice fa morire il primo uomo che farà l’amore con Lucrezia, perciò Callimaco consiglia di cercare un mendicante che possa prendersi il veleno al posto di Nicia. Naturalmente tutto ciò è una fandonia raccontata al notaio sciocco per travestirsi da balordo egli stesso e giacere con Lucrezia. Per convincere Lucrezia, con l’aiuto della madre Sostrata, Ligurio la fa portare da frate Timoteo, il quale, interpretando in maniera molto arbitraria le sacre scritture e guadagnando parecchi soldi, farà accettare a Lucrezia il compromesso. La Mandragola, uno dei capolavori del teatro europeo, è stata scritta nel 1500 e naturalmente in lingua fiorentina dell’epoca. Nel nostro allestimento si è scelto di far recitare gli attori in italiano contemporaneo, non solo per far comprendere a tutti il testo, ma anche per mostrare quanto universale rimanga quest’opera pur eseguendo questa operazione linguistica. Così, come universale e attuale ci è sembrato scegliere di calare la vicenda in un luogo e in un’epoca imprecisati e usare costumi ispirati a capolavori d’arte contemporanea: come a dire che La Mandragola, anche se scritta nel 1500, per i personaggi, la struttura e il significato potrebbe benissimo essere stata composta negli anni 2000.

 

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